UNA PECORA
PER L'AMBIENTE
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Premi per chi ha la Lessinia nel cuore

È stato consegnato, nella chiesa di San Marziale di Breonio, alla Festa della Madonna del Rosario, il Premio Lessinia 2016, promosso da Ctg Animatori culturali ed ambientali Lessinia di Bosco Chiesanuova. Il premio segnala persone, enti od associazioni che si siano distinti nella promozione e valorizzazione culturale e turistica del territorio, diffondendone immagine e conoscenza. Il riconoscimento è stato assegnato ex-aequo, su segnalazione popolare e per giudizio della giuria, all’azienda agricola Terre di Molina di Fumane, all’associazione Pecora Brogna di Bosco Chiesanuova, all’architetto Fortunato Dal Ben di San Pietro di Lavagno, a Domenico Fasoli, agricoltore di Cerna di Sant’Anna d’Alfaedo e alla famiglia Scandola di Erbezzo con Andrea Brisighella di Negrar. Questi i motivi: l’azienda Terre di Molina, di Agostino Sartori e Chiara Lavarini, per il loro progetto, a Molina, di riscoperta di prodotti genuini locali dai sapori semplici e di qualità, recuperando terreno terrazzato di alta collina sul quale hanno coltivato vitigni di uva bianca, producendo un vino aromatico, realizzando confetture con frutta di stagione e facendo funzionare il mulino dei Veraghi, anche a fini didattici.

L’associazione Pecora Brogna di Bosco perché, dal 2012, riunisce allevatori, ristoratori, tecnici e trasformatori per scongiurare l’estinzione della razza Brogna, patrimonio di biodiversità culturale della Lessinia, promuovendo i prodotti ottenuti dalla pecora: carne, latte, formaggi e lana, e ritornando a dare alla zootecnia di montagna il fondamentale ruolo di custode dell’ambiente. L’architetto Fortunato per aver progettato e realizzato intelligenti strutture architettoniche nel parco della villa Stimmatini di Bosco Chiesanuova armonizzando, con idee semplici ma geniali, realtà naturali e artificiali, in particolare un ponte che unisce la villa con il bosco ed un portico come spazio di meditazione che si collega alla loggia; il tutto prolungando lo spazio verde del parco all’interno degli edifici. L’agricoltore Fasoli per aver recuperato la coltivazione del pero misso della Lessinia nell’alta Valpolicella, tra i 500 e i 900 metri di altitudine, valorizzando e salvaguardando le biodiversità agroalimentari locali anche con altre colture tradizionali. La famiglia Scandola e Brisighella, proprietari e gestore del rifugio Castelberto, ricostruzione fedele di un ex-caserma della prima guerra mondiale a 1765 metri, per l’amore mostrato per il territorio e per aver ricreato un luogo d’incredibile bellezza e suggestione, per non essersi persi d’animo nonostante la bruttissima esperienza dell’incendio del rifugio dello scorso febbraio; per aver, in pochi mesi, reso il rifugio più bello, accogliente e magico di prima. «È un premio per far quanti operano per valorizzare la Lessinia, spesso senza clamore», dice il presidente del CTG Lessinia Gaetano Bonazzi.

M.D.

Fonte: www.larena.it