A Roverè si fa la festa alla pecora brogna: «Mangiami per salvarmi»

Si sono contati fino a 250 coperti, poi si sono aperti i cancelli e non si sa quanti abbiano approfittato dell’occasione offerta a Malga Parparo di Sopra dal ristorante 12 Apostoli e dall’Associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna per dare il proprio contributo al sostegno dell’iniziativa che sotto lo slogan «Per salvarmi mi devi mangiare» ha lanciato l’appello a consumare la carne e gli altri prodotti (lana e latte) di questa antichissima razza.

La grande griglia degli arrosti, allestita da Carlo Alberto Menini, macellaio a Cadidavid e San Giovanni Lupatoto ha arrostito per ore, mentre la “cucina apostolica”, diretta dallo chef Mauro Buffo, non si è risparmiata con ben cinque varietà di risotti. Luca Ghiotto di Soavino e Raffaele Bellomi di Archivio hanno preparato e accompagnato con cocktail e vini speciali: lo Champagne, un’eccellenza studiata apposta per questo menù, e fra i tanti due drink legati alla Brogna, Malga Colada il Brogna Mary.

I tavoli allestiti all’esterno della malga erano un continuo alternarsi di persone mentre allietavano le sonorità di Giudi e Quani, seguiti nel pomeriggio da Soul Funk & Balearic beat a cura di Korney. In esposizione c’erano formaggi e salumi ricavati dalla Brogna e le creazioni in lana e feltro di Lana al pascolo di Cristina Ferrarini, con la novità dei cappelli e le sempre meravigliose lane colorate con tinture naturali da erbe che lei stessa coltiva.

«È la nostra maniera di dare un contributo agli allevatori che sono degli eroi», ha spiegato Filippo Gioco, «impegnati a sostener un prodotto che ha una valenza fondamentale per il territorio. Lo consideriamo di valore alla stregua di caviale e tartufo d’Alba, perché bisogna rendersi conto che avere sulla porta di casa simili prodotti genuini è oggi un lusso e come prodotto di lusso la pecora Brogna e la gallina Grisa della Lessinia andrebbero trattate».

Il concetto è stato ben espresso e moltiplicato per decine di volte sulle magliette che lo staff dei 12 Apostoli indossava: «Caviale, ostriche, fois gras, tartufo, Champagne, Brogna». Lorenzo Erbisti, allevatore di Roverè e presidente dell’associazione per la promozione e la tutela della pecora Brogna, presente con gli ex presidenti e allevatori Massimo Veneri e Marco Beccherle è stato soddisfatto dei numeri che la festa è riuscita a realizzare: «Abbiamo salvato la pecora ma adesso dobbiamo salvare i pastori», ha sottolineato però Erbisti, «dai predatori, dalla grande distribuzione, che con i propri prezzi strangola i piccoli allevatori. Noi lottiamo sempre, ma diventa sempre più impegnativo e per questo chiediamo ai consumatori, ai distributori e ai ristoratori di stare dalla nostra parte».

V.Z.

Fonte: www.larena.it